di: Ilaria Ferrari - L'Informazione 19 dicembre 2008
Sei persone sono finite in manette: quattro sono liberi professionisti e due fanno parte della pubblica amministrazione. Sono funzionari della sezione provinciale dell’Arpa, l’Agenzia regionale prevenzione e ambiente dell’Emilia Romagna.
La truffa
Le sei persone arrestate avevano messo in piedi (almeno da un anno secondo gli accertamenti della Guardia di finanza) una sorta di organizzazione che, coinvolgendo pubblico e privato, garantiva agli imprenditori la massima tranquillità sull’esito dei controlli effettuati dall’Arpa. Nel concreto, erano due le procedure seguite.
In caso di ispezioni in corso, l’addetto dell’Agenzia suggeriva al titolare dell’attività esaminata di avvalersi di un consulente ambientale indicando anche il nome di persone “affidabili” e “specializzate”. Queste avvicinavano poi lo stesso titolare per proporgli l’affare: se avesse accettato di sborsare qualche migliaio di euro poteva dormire tranquillo, la sua azienda non avrebbe avuto alcun problema.
Oppure, secondo metodo d’azione, l’incontro per mettere sul piatto la proposta arrivava ancora prima dell’ispezione stessa: all’imprenditore veniva prospettata la futura visita Arpa e la possibilità di farla terminare in pochi minuti e senza noie. Il tutto sempre per alcune migliaia di euro: cifre comprese tra i 3 e i 6mila euro all’incirca, a seconda della disponibilità dell’imprenditore.
Le indagini
A dare il via alle ispezioni dei militari della Guardia di finanza di Parma è stata la denuncia di uno (uno solo) dei sei imprenditori contattati (gli altri cinque invece hanno silenziosamente pagato). Ha raccontato la proposta che gli era stata prospettata, e che aveva rifiutato, da parte di personale Arpa e consulenti privati. Da lì sono iniziate le verifiche e «il quadro completo di queste attività illecite - ha sottolineato il comandante delle Fiamme Gialle, Guido Mario Geremia - è arrivato dopo circa un anno di indagini serrate che hanno visti impegnati circa 60 militari. L’attività ha consentito di raccogliere prove su numerosi episodi di concussione, per importi di diverse migliaia di euro, in relazione ad attività di polizia ambientale ».
Per arrivare all’individuazione dei responsabili, il procuratore capo Gerardo Laguardia ha evidenziato «l’importanza delle intercettazioni telefoniche che ci hanno consentito di raggiungere ai risultati sperati. Se questa possibilità verrà limitata la maggior parte delle indagini rimarrà seriamente compromessa».
Gli arrestati
Sei arrestati, tre in carcere, altrettanti ai domiciliari. In via Burla sono finiti Fausto Allari (funzionario Arpa di 55 anni), Marco Lovati (funzionario Arpa 45enne) ed Enrico Sidoni (libero professionista di 42 anni). Ai domiciliari si trovano altri tre liberi professionisti (consulenti ambientali): Beniamino Ghiretti di 42 anni, Giacomo Corradi di 49 e Angelo Corradi di 44 anni. A loro carico gravano le accuse di concussione e tentata concussione.
L’abitudine era quella di spartirsi i soldi pagati dagli imprenditori: non in parti uguali ma a seconda del ruolo di ognuno in base alla situazione. Le indagini sono state curate dalla Sezione mobile del nucleo di polizia tributaria della finanza, sotto la direzione della locale Procura. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta è Paola Dal Monte
