di: Polisquotidiano 15 aprile 2009
A rincarare la dose ci ha pensato Roberto Ranalli, che pur essendo un sostenitore della lista ha espresso le sue perplessità sull'impianto. «Ci sono cose che la Giunta parmigiana ha tenuto nel cassetto - ha affermato Ranalli -. Due anni fa venne realizzato uno studio sull'impatto ambientale pagato da Enìa. Alcuni dati, però, nell'elaborazione sono stati dimenticati, per esempio l'incidenza dei tumori. Nella provincia la differenziata ha raggiunto una percentuale superiore al 51 per cento, mentre a Parma è al 37. Il motivo? Se si superasse il 51 per cento l'inceneritore non sarebbe più necessario».
Gabriella Meo, assessore provinciale ai Parchi, ha però difeso l'operato dell'Amministrazione Bernazzoli che ha dato il via libera all'impianto. "E' stato approvato un piano per la gestione dei rifiuti che prevede l'inceneritore e lo ha approvato anche Rifondazione (successivamente uscita dalla Giunta perché contraria, ndr). La questione è complessa e come ecologisti ci siamo sempre trovati di fronte al problema tra le cose che dobbiamo fare e quelle che possiamo fare. E con una forza politica che si attesta al 2 per cento - ha aggiunto - diventa complicato immaginare di poter cambiare alcune cose. Sono comunque stati fatti passi importanti sull'ambiente, anche sulla differenziata, ma siamo ancora lontani dall'ipotesi "rifiuti zero". Non si parlerà comunque di inceneritore nel programma, perché è già stato pianificato». «E' una fase compiuta - ha ribadito il consigliere provinciale Pissarotti (Sd) -. E' stata già affrontata dalle commissioni e ora è necessario che vengano rispettati i parametri di sicurezza. I dati dovranno essere pubblici e dovrà esserci la massima trasparenza".
