di: Polisquotidiano 9 agosto 2009
In passato avevo segnalato il problema ad autorità che ritenevo competenti, senza peraltro, ottenere interventi esaustivi. Ora lancio pubblicamente l'allarme». L'avvocato Arrigo Allegri, uno dei più attenti osservatori della trasformazione della Ghiaia, progetto che ha avversato dalla prima ora, torna alla carica per segnalare un pericolo che si sta concretizzando. Una delle vecchie case che si affacciano sull'antica piazza del mercato ha iniziato a dare evidenti segni di cedimento.
Il fronte delle costruzioni che si affacciano sulla Ghiaia è composto da edifici con almeno due secoli di vita, risalgono cioè al tempo in cui le fondamenta si scavavano a mano. Le loro pareti, in buona parte rifatte nell'immediato dopoguerra, non hanno anime di ferro e travi di cemento. Per questo possono soffrire il movimento del terreno più che una moderna abitazione. Se la terra vicino a queste case si muove e se viene modificata la consistenza del terreno che vi sta sotto, tutta la struttura può cedere.
È quello che sta succedendo ad una costruzione con accesso da borgo Paggeria e facciata sulla pizza accanto alla biglietteria della Tep. A quanto riferisce l'avvocato Allegri, oltre ad avere una lunga cavillatura interna proprio nella stanza in facciata, ha avuto lesioni alla scala. I tecnici del cantiere hanno dovuto puntellare un gradino che pare sprofondare. La causa del cedimento pare essere non tanto la vibrazione prodotta dai macchinari che scavano in piazza, bensì il forte emungimento d'acqua dal sottosuolo.
Scavando accanto ad un torrente inevitabilmente si trova acqua. In più qui c'è pure una falda. Tutta questa acqua da mesi la si sta gettando nella Parma, asciugando a poco a poco il terreno che si contrae e crea vuoti. Un fenomeno di subsidenza dagli effetti imprevedibili.
«Percussioni, perforazioni ed emungimenti di falda, dell'ordine, in passato ed in futuro, di 700 litri al secondo, lasciano il segno - commenta Allegri -. Peraltro, mentre i danni da percussione od escavazione sono subito verifi cabili ed evidenti, l'emungimento massiccio dell'acqua, con captazione delle parti di terriccio in sospensione, presenta il rischio di provocare col tempo una subsidenza. E se si considera che si lavora a tre metri dalle case prospicienti la piazza, non è difficile prevedere danni certi agli edifici. E danni ancora maggiori deriverebbero dalla possibile deviazione della falda».
