di: Andrea Nelson Mauro - L'Informazione 9 dicembre 2008
Manca l’atto formale,in fase di presentazione. Manca ancora l’ufficialità di qualcuno, per quanto riguarda le adesioni. Ma per il resto c’è tutto. A cominciare dalla voglia irrefrenabile di rivalsa che il comparto commerciale paralizzato ormai da due anni ha nei confronti del Comune di Parma. Hanno perso decine di migliaia di euro, conti alla mano, quantificati sulla base dei fatturati degli anni precedenti. Hanno mandato a casa dipendenti, commesse, lavoratori che lì si guadagnavano da vivere e hanno dovuto cercare altrove uno stipendio.
Adesso però affilano le armi e scelgono la trincea contro l’amministrazione. Il primo atto, semplicemente formale, si è compiuto circa un mese fa, quanto il Tar ha dato loro ragione a seguito della formale richiesta di documentazione legata al progetto di riqualificazione della piazza. Le resistenze burocratiche furono superate a seguito di una decisione dei giudici del tribunale amministrativo, che ne autorizzò l’acquisizione. Quello in fin dei conti è stato il primo atto,l’azione preliminare all’azione risarcitoria.
Carte alla mano, adesso presentano il conto. Sono circa 20 i commercianti che chiedono i danni e che, almeno da quanto si apprende, non sarebbero disposti più a fare passi indietro. Guardano avanti, piuttosto. Da un lato incrociando le dita nella speranza che i lavori non si blocchino più e sperando nella conferma di quella data, Natale 2009, una scadenza fissata in calendario fra dodici mesi dal vicesindaco Buzzi, per la «fruibilità» della piazza.
Dall’altro pensando ai due anni appena passati, colmi di incertezza e rabbia sul loro destino. E sul destino adesso provano a incidere anche loro, mettendoci nome e cognome in una causa pronta, con l’obiettivo di ottenere ciò che col blocco delle attività commerciali è stato tolto al comparto della Ghiaia.
Di certo il Comune sarà il primo dei soggetti indicati come responsabili dei danni nella richiesta di risarcimento che i commercianti presenteranno. Ma non è escluso che a seguire e in solido la richieste di un milione di euro possa vedere tra i suoi destinatari anche la Soprintendenza ai Beni culturali, cui in sede giudiziale potrebbe essere contestato un ruolo sul ritardo della riqualificazione della piazza.
