di: Aldo Caffagnini - Polisquotidiano 18 luglio 2009
La frazione organica putrescibile rimane il materiale maggioritario nell'indifferenziato, a testimonianza della scarsa diffusione di raccolte specifiche e del margine di miglioramento che esiste in questo senso.
Ancora rilevante è la presenza di carta e cartone, sebbene la raccolta differenziata di questo materiale sia ormai consolidata e diffusa da tempo sul territorio. La somma di carta, cartone e organico da cucina rappresenta oltre il 40% del rifiuto residuo a testimoniare che è su questi materiali che occorre prioritariamente concentrare gli sforzi di incremento della raccolta differenziata.
La somma di materiali plastici di vario genere e polistirolo costituisce mediamente il 15% del rifiuto indifferenziato. Il verde da sfalci e potature è in media un 10% del rifiuto e rappresenta quindi una frazione importante su cui agire con la raccolta differenziata.
La notevole variabilità territoriale nelle percentuali di alcuni materiali rende indispensabile la pianificazione di sistemi di raccolta tarati sulle esigenze e le possibilità di recupero prevedibili per le singole zone.
Queste righe sono tratte dalla premessa e quadro riassuntivo del Piano provinciale per la gestine dei rifiuti elaborato dalla Provincia. E' una puntuale fotografia dello stato attuale del sistema di raccolta del nostro territorio.
Quanto lavoro c'è ancora da fare se si vuole davvero smettere di gettare materia nel buco nero dell'inceneritore dove rimbalzano solo inquinanti e ceneri e aria cattiva.
Leggendo i documenti che sono seguiti, si ha invece l'impressione che Enìa, demandata a progettare, costruire e gestire il PAI (Polo Ambientale Integrato), si sia concentrata esclusivamente sull'aspetto economico della faccenda, cercando di costruire un piano che permettesse utili aldilà dell'impegno per l'ambiente.
Eppure tutte le normative parlano chiaro su questo passaggio. Si parla esplicitamente di gerarchia di priorità. Primo la riduzione della produzione di rifiuti (prevenzione). Secondo il riutilizzo. Terzo il riciclaggio, inteso come ritrattamento dei rifiuti in un processo di produzione per la loro funzione originaria o per altri fini, compresi il riciclaggio organico (compostaggio o fermentazione anaerobica biometanigena), lo spandimento sul suolo (per i fanghi di depurazione), ed il recupero, ad esclusione del recupero energetico; Quarto e buon ultimo il recupero energetico (come se si recuperasse qualcosa...).
Ci piacerebbe sapere dal gestore se questa scaletta è rispettata anche nelle loro proiezioni future. Ma Enìa parla solo attraverso la pubblicità, sui giornali, in giro per la città, nei mercatini. Quando chiamata al telefono fugge, svanisce, come la spazzatura nel forno inceneritore, si trasforma in un gas evanescente ma venefico.
