di: PolisQuotidiano 1 luglio 2009
I magistrati della Corte dei Conti hanno iniziato ad indagare sui bilanci della metropolitana di Parma. Anche se la costruzione dell'infrastruttura non è mai iniziata e forse non inizierà mai, per la sua progettazione sono stati spesi diversi milioni di euro.
La Corte dei Conti vuole capire se queste spese sono giustificate. La notizia dell'indagine è ricavata indirettamente dalla convocazione a Bologna del primo "testimone", l'avvocato Arrigo Allegri, noto per le sue battaglie contro alcuni progetti di trasformazione della città che mettono a rischio l'integrità o la fruibilità di spazi storici. Lo stesso Allegri aveva pubblicamente offerto la propria disponibilità a parlare con la procura della Corte dei Conti, alla quale già aveva inviato ben otto esposti per spiegare dubbi su possibili illeciti amministratici riguardanti il metrò di Parma.
La gran parte degli esposti era stata firmata anche da membri del comitato che aveva raccolto le firme per sottoporre l'approvazione dell'infrastruttura a referendum e dal cartello Stop Metro. Non è chiaro quanto sia costato finora questo progetto, pare circa 12 milioni di euro.
Gli esposti hanno ripetuto sempre una domanda: è stata una spesa giustificata, oppure la metropolitana a Parma è sempre stata un'idea irrealizzabile e dunque i milioni andavano risparmiati?
La Corte dei Conti cercherà la risposta. La questione principale ruota attorno alle previsioni di sostenibilità economica del metrò una volta in funzione, che dipendono dal numero di probabili passeggeri. Per far quadrare i conti MetroParma ha previsto oltre 23 milioni di trasporti all'anno.
Se la cifra risultasse gonfiata al mero scopo di non dover abbandonare sul nascere il piano di costruzione dell'opera, i suoi sostenitori dovranno restituire i 12 milioni di euro già spesi.
