di: Fabio Bonati - Polisquotidiano 26 febbraio 2009
Sono solo un paio di mesi che nel nostro territorio l'agenzia preposta misura il particolato ultrafine nell'aria. Ma i risultati sul Pm 2,5, le microparticelle grandi solo un quarto del più noto PmlO, già mostrano l'insostenibile concentrazione del nuovo inquinante: la soglia per la sicurezza della salute fissata dall'Unione europea è appena un quarto dei reali valori massimi degli ultimi giorni a Parma. La normativa ambientale europea stabilisce che il contenimento del Pm 2,5 sia tassativo e passabili di sanzione i territori dove si superano i 25 microgrammi per metro cubo (ug/ m3) soltanto dal 2015, già dal 2010 questa soglia sarà considerata un obiettivo da perseguire, ma aldilà dei calendari di Bruxelles fin da subito la polvere ultrafine fa male ai bronchi e ai polmoni di chi respira aria che ne contiene troppa. Il Pm 10, monitorato da anni anche se con scarsa utilità nella nostra terra, è pericoloso perché le particelle con un diametro inferiore a 10 ug penetrano nel naso e nella laringe e si depositano nei bronchi, causando malattie. La parte più sottile del Pm 10, il particolato con diametro sotto 2,5 pm (un quarto di centesimo di millimetro), è la componete più pericolosa del Pm 10: arriva profondamente nei polmoni e può perfino andare in circolo col sangue. In questo momento a Parma tanto le concentrazioni di Pm 10 che di Pm 2,5 sono altissime. L'ultima registrazione dell'Arpa, relativa a martedì, mostrav valori di quasi tre volte la soglia di sicurezza del Pm 10 e di oltre quattro volte quella del Pm 2,5. Nelle prime sei settimane del 2009 le polveri sono rimaste basse per l'abbondante e inusuale pioggia, ma gli ultimi sette giorni ne hanno visto una crescita improvvisa. Sostanze così piccole sono da sempre presenti in atmosfera, ma solo le emissioni inquinanti delle attività umane portano alle concentrazioni registrate questa settimana. Per cercare di farci un po' meno male da soli facciamo poco. Una delle maggiori fonti di polveri fini sono i motori dei veicoli. Le uniche limitazioni al traffico previste sono quelle nell'Accordo regionale per la qualità dell'aria. In seguito a questo accordo anche oggi dalle 8,30 alle 18,30 attorno al centro città sarà istituito il blocco del traffico. Ma le molte deroghe al blocco contenute nell'Accordo e la limitatissima area dove vale il blocco - a Parma la porzione di città racchiusa nel perimetro dei viali - rendono la misura poco efficace. Pure i controlli perché sia rispettata almeno in questa piccola isola di traffico limitato sono scarsi: dall'inizio dell'anno, in sei giovedì senza auto sono state comminate appena 104 sanzioni per violazione del blocco; lo scorso giovedì giusto 15 multe. Giovedì scorso le principali arterie del centro erano come sempre costipate di mezzi in transito e in sosta, con gli autobus costretti allo slalom in via D'Azeglio non diversamente dagli altri giorni o con le code ai semafori del Lungoparma. Così Pm 10 e 2,5 resteranno alti. L'Arpa non prevede alcun miglioramento nella settimana.

vita dell'uomo, rimarremo schiavi di queste emissioni.
400'000 auto entrano ed escono da Parma ogni giorno. Non mi pare che
nessuno in città si stia preoccupando di tale questione, se non
lasciando al caso o al desiderio che qualcosa possa cambiare.
Ci sono politiche molto precise che si dovrebbero adottare ma che non
sono recepite dagli amministratori italiani.
1. togliere parcheggi dal centro storico, sino a ridurli
consistentemente (e non costruirne di nuovi)
2. creare una rete ferroviaria metropolitana
3. creare una rete ciclabile (seria) metropolitana
4. non costruire "shopping mall" e Mega supermercati e multisala attorno
alla città (purtroppo già fatto e non solo si continua ad aggiungere)
5. introdurre una tassa per l'accesso alla città (con i proventi si paga
un servizio di mezzi pubblici migliore)
Alcuni di questi punti sarebbero facilmente applicabili, altri paiono
più utopici, ma perchè accadano i fatti, bisogna volerli