di: PolisQuotidiano 30 agosto 2009
La formula "Un camino per ogni provincia" non ha mai convinto il presidente di Enìa Andrea Allodi, che pur disponibile a piegarsi alle ragioni della politica, in più occasioni ha spiegato come economicamente sarebbe assai più saggio fare un forno solo per tutta l'Emilia occidentale. Tante volte cercato quante rigettato, il progetto di utilizzare un solo inceneritore sia per Parma che per Reggio torna in auge sospinto dalla crisi. E oggi il sito più accreditato per bruciare l'immondizia delle due città è Ugozzolo, estrema periferia nord di Parma.
La notizia l'ha data per prima la Gazzetta di Reggio: l'Arpa di Reggio ha affidato all'ingegnere ambientale Eleonora Bertacchini di Correggio l'incarico di redigere uno studio di fattibilità per un impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (Tmb), una forma avanzata di separazione dei materiali scartati per recuperarne la massima parte. Un tipo di installazione chiesta da anni a gran forza dai vari movimenti contrari agli inceneritori.
Il Comune di Reggio da tempo ha deciso di spegnere il suo vecchio inceneritore di Cavazzoli e la costruzione del Tmb permetterà di farlo entro pochi anni. Ma la lavorazione del Tmb non elimina del tutto i rifiuti. Che fine farà la parte residuale? La risposta - stando alle indiscrezioni raccolte dalla Gazzetta di Reggio - è nel futuro termovalorizzatore di Parma.
Senza darlo troppo a vedere, con una certa lentezza, Enìa sta proseguendo nelle pratiche per fare a Ugozzolo il suo grande campus della nettezza urbana, che avrà al centro due forni capaci di incenerire 130mila tonnellate di rifiuti all'anno. L'attività di smaltimento dovrebbe partire nel 2012. Nelle 130mila tonnellate potrebbero rientrare pure le scorie del trattamento meccanico-biologico d'Oltrenza.
Per fare un termovalorizzatore servono 150 milioni di euro. Enìa non vuole doverne erigere contemporaneamente uno a Parma e uno a Reggio oggi che le entrate calano per tutti. Sommare gli scarti nostri con parte di quelli dei cugini reggiani eviterebbe indebitamenti eccessivi.
Si stima che un grosso impianto Tmb lasci da bruciare il 20% di quel che entra. Nel 2008 Reggio ha prodotto 193mila tonnellate di rifiuti indefferenziati. A Parma potrebbero dunque arrivare quasi 40mila tonnellate di immondizia all'anno.
Per molto tempo, in mancanza di discariche nel nostro territorio, i rifiuti di Parma sono stati portati a Novellara. Presto potremmo essere costretti a ricambiare il favore.
