di: Alcuni docenti del Liceo Classico “G:D. Romagnosi” - Parma
I sottoscritti docenti del Liceo Classico “G:D. Romagnosi” di Parma esprimono la loro solidale partecipazione alla giornata in difesa della libertà di stampa ed alle prese di posizione sul diritto all’espressione delle idee condotte dai giornalisti di Repubblica, Unità ed Avvenire , oggetto di querela e di diffamazione volte a delegittimare e tacitare voci considerate importune. Certa pratica che non si può definire “politica” bensì “ partitica”, nel significato più restrittivo del termine, considera con fastidio la responsabilità di rendere ragione di scelte e comportamenti ad un’opinione pubblica matura, preferendo puntare al plauso dei fautori del decisionismo sbrigativo. Le critiche e i rilievi espressi nei confronti del comportamento privato (ma non è anche pubblico?) del Presidente del Consiglio non possono essere saldati con l’attacco al direttore dell’Avvenire: i rilievi, che prima di tutto sono nati all’interno dello schieramento della destra in merito alla questione fondamentale della selezione della classe politica, non possono essere equiparati all’attacco al direttore Boffo, costruito ad arte, al fine di demonizzare l’avversario, frugando negli archivi del tribunale di Terni. Lo scontro fa parte della dialettica politica, ma che sia, appunto, dialettica, non violenza verbale che chiama altra violenza e non monologo nei confronti di un avversario che si tacita a colpi di denuncia.
Non c’è bisogno di riferirsi a Spinoza del Tractatus o a Kant dello scritto Che cos’è l’Illuminismo?, per quanto le loro argomentazioni sulla libertà di pensiero siano tra i fondamenti della cultura liberale europea, per cogliere il legame inscindibile tra libertà di pensiero e di parola e quindi di stampa che ne rappresenta il naturale prolungamento. Ognuno coglie che tale libertà, a fianco della libertà dal bisogno, è essenziale per realizzare la propria natura e diventare ciò che si è: uomini e donne che si incontrano e si parlano e cercano insieme il senso del vivere in questo mondo con lo sguardo il più possibile aperto e quindi “educato”. Dunque libertà e educazione anch’esse si legano e non vi è dubbio che un compito fondamentale dell’istituzione che tra le prime si occupa dell’educazione, cioè la scuola, debba essere luogo di educazione alla libertà: analisi, sperimentazione, ricerca, ascolto, dialogo, critica, riconoscimento, in una parola libera espansione della persona in presenza anche di modelli e di esempi di comportamenti liberi.
I sottoscritti docenti del Liceo Romagnosi , convinti di interpretare il pensiero di tutto il personale della scuola, condividono la preoccupazione di molti per gli attacchi alla libertà di stampa che si configurano come attacchi alla libertà di pensiero e di parola; ritengono che alle parole si debba rispondere con parole ed argomentazioni: la verità così può emergere, ribadiamo la verità e non l’opinione, secondo il criterio della ragione, non del denaro o dell’immunità, che non è libertà ma esenzione di stampo medievale, un privilegio che può essere usato per chiudere la discussione e la ricerca della verità.
Non intendono prendere parte per un gruppo economico piuttosto che per un altro, per un gruppo editoriale piuttosto che per un altro, ma riconoscono e testimoniano il diritto costituzionale sancito dagli articoli 21 e 33 della nostra Costituzione: libertà di espressione e libertà di insegnamento. La libertà di parola non è in vendita e sta alla società come l’aria alla persona: se è inquinata l’organismo si degrada. Invitano pertanto tutti i docenti a partecipare alla giornata del 19 settembre prossimo in difesa della libertà di stampa, cioè della libertà di parola, e a firmare il presente documento.
Parma, 11 settembre 2009
Firme in via di raccolta:
Stefano Bianchi
Cristina Ferri
Emanuela Giuffredi
Rosanna Greci
Ilaria Mazza
Margherita Michielin
Anna Maria Panebarco
Elissa Piccinini
Cristina Quintavalla
Gino Reggiani
Angelica Rosati
Mariano Vezzali
Fiorenza Zaffi
Olivia Zecca
Elisa Zimarri
