di: Dr. Manrico Guerra - Ass. Medici per l'ambiente - ISDE Parma
In primo luogo quando si parla nell'articolo di "indicatori" e si fa riferimento alle scelte messe in campo dall'Ammninistrazione si commette un errore; questo non sono "indicatori", ma "mezzi" per cercare di ottenere un risultato. Altri sono gli indicatori veri, quali ad esempio il numero di sforamenti del livello di PM10 (ad oggi 71 su 352 gg di rilevamento, ricordiamo che non si dovrebbero superare i 35 gg/anno); e ancora i livelli di ozono (37 sforamenti quest'anno su 25 consentiti); la percentuale di aumento del traffico (5% all'anno); il numero degli incidenti avvenuti in città e conseguente numero di decessi e feriti; l'incidenza di neoplasie infantili (indubbiamente legate anche allo smog e in costante aumento del 2% annuo come evidenziato dal recente rapporto AIRTUM); il numero di SUV circolanti; la velocità media dei percorsi automobilistici; l'efficienza e l'anno di immatricolazione dei mezzi pubblici; la percentuale di km di piste ciclabili fuori norma, perchè occupate da alberi, segnaletica stradale o semplicemente perchè dimensionate in modo scorretto; il numero di utenti della bicicletta.
Se si fossero presi in considerazione tutte questi indicatori, e non i "mezzi" scelti per ottenere il risultato di ridurre il traffico e lo smog (che ripetiamo non sono indicatori) crediamo che la nostra città non avrebbe avuto un così mirabolante risultato. L'impressione è che in questi anni si sia intervenuti "aggiungendo" interventi senza intervenire per ridurre il traffico con scelte che si sono rivelate efficaci in altre realtà (ecopass, blocchi del traffico, intercettazione del traffico in etrata dalla periferia, et).
Ancora molto c'è da fare per ottenere un reale calo del numero delle auto circolanti, unico e vero indicatore, insieme a quelli citati prima, capace di dirci se le scelte operate fin'ora sono state efficaci o meno.
