di: Lauria, Caligaris, Dallolio, Pinardi, Di Jorio
Probabilmente nella città e nella società della
crescita infinita lo spazio verde di Via Bizzozero è,
anche da un punto di vista simbolico, un´inaccettabile
affronto.
A un primo sguardo, un prato ancora semirurale nel
mezzo di una città sempre più affogata nel cemento, è
una strana bizzarria dettata da vincoli urbanistici
antichi che, in questi anni, si è tentato, senza
troppe sottigliezze, di vanificare. Seppure con un pò
di fatica, si possono ancora identificare gli elementi
distintivi dei vecchi «poderi» di cui la città non ha
più memoria: il rustico, il fosso, il canale, il
filare di gelsi, quello di pioppi, gli alberi da
frutto.
Ma le ruspe che hanno cominciato a cementificare
questo prato «resistente» con la realizzazione di
paccheggi fortemente impattanti prima ancora che si
potesse riunire, in una seduta davvero paradossale, il
Consiglio di Quartiere, stanno completando il loro
lavoro.
La prevista realizzazione della Scuola Europea
nell´area sbriciolerà poi definitivamente la
fisionomia del Bizzozero, lasciando due patetici
francobolli di prato resi vulnerabili dalla
sopravvenuta insipienza, già aggrediti dalla
realizzazione dei numerosi stalli di sosta per le
auto.
Qualcuno dirà che le piante non saranno tagliate,
certo, ma saranno come le piante di un cortile
condominiale, non costituiranno più le tessere di
unidentità.
Appare poi davvero poco felice la realizzazione
di una pista ciclabile in cemento sul lato est del Bizzozzero
dato che essa costringerà i ciclisti ad improbabili e pericolosi
attraversamenti. Tale opera, importante anche per favorire
l´attraversamento di tante mamme e bambini data la vicinanza della
scuola Don Milani, sarebbe stata ben più scorrevole e meno
invasiva se realizzata sull´altro lato dell´area verde.
Secondo il recente rapporto dell´Agenzia Europea per
l´ambiente sulla sovracrescita urbana l´Europa è il
continente più urbanizzato del pianeta: circa il 75 %
della sua popolazione vive in aree urbane. Il futuro
urbano dellEuropa è, tuttavia, fonte di notevole
preoccupazione. Più di un quarto del territorio
dellUnione Europea è ormai direttamente destinato ad
usi urbani.
Entro il 2020, circa l80 % degli europei vivrà in
aree urbane. In 7 paesi, tale proporzione salirà
al 90 % o addirittura oltre. Pertanto, sta crescendo
notevolmente la domanda di suoli disponibili
allinterno o nei dintorni delle città. Nella vita
quotidiana, tutti noi assistiamo a cambiamenti
rapidi, tangibili e contrastanti nellutilizzazione
del territorio, che stanno rimodellando i paesaggi e
modificando lambiente delle città e delle zone
limitrofe, come mai prima dora.
Lespansione urbana incontrollata si verifica quando
il tasso di trasformazione e di consumo di suolo per
usi urbani supera il tasso di crescita della
popolazione per una determinata area e in
un periodo specifico. Quello dellespansione
incontrollata dovrebbe ormai essere giustamente
considerato uno dei principali problemi che oggi
affliggono le aree urbane europee.
Ed è un problema gravissimo, manifesto e sottovalutato
nel territorio del Comune di Parma, capitale di quella
che ancora qualcuno, beffardamente, si ostina a
chiamare «food valley».
Francesco Lauria
Associazione Europa Plurale, Quartiere Cittadella.
Gianni Caligaris
Capogruppo D.S. Quartiere Cittadella
Nicola Dallolio
Priamo Pinardi
Capogruppo Margherita Quartiere Cittadella
Leonardo Di Jorio
Capogruppo Rifondazione Comunista Quartiere Cittadella
