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L’accusa: « Il ponte è fuorilegge »

Polis Quotridiano - 02/02/2006


 Le associazioni Monumenta, Italia Nostra, Insieme per Parma e Parma Nostra si schierano contro il progetto del ponte nord così come proposto dall’Amministrazione municipale, come da disegni di Carlo Frateschi , direttore del Comune, su un’idea iniziale dell’architetto catalano Oriol Bohigas . Non è un parere come un altro. Oltre alla bocciatura di un complesso di edifici brutti, le quattro note associazioni culturali cittadine hanno trovato nel progetto non poche irregolarità procedurali.

Una lettera inviata nei giorni scorsi a 28 soggetti istituzionali e associazioni più o meno direttamente coinvolti nell’esecuzione del ponte, solleva un elenco di criticità e contraddizioni che sbarrano la strada a chi vorrebbe costruire i sei palazzi sul nuovo collegamento fra via Europa e via Reggio, con fondamenta nel greto della Parma. Della nuova infrastruttura si parla da molto tempo. Già nei disegni di Bohigas per la riqualificazione dell’area retrostante la stazione compariva l’indistinta sagoma di un ponte “ abitato”, costruito cioè per ospitare oltre alla strada anche qualche costruzione. Solo a metà di dicembre scorso, però, sono state presentate le prime tavole della struttura: sette palazzi, di cui sei sopra il ponte – sei parallelepipedi che sbarrano il torrente – e il settimo un grattacielo alto più di qualsiasi edificio finora mai costruito a Parma. Il progetto piace davvero a pochi. Ma oltre alle valutazioni estetiche – che data la natura dell’opera risultano comunque fondamentali – una costruzione all’interno dell’area golenale solleva non poche perplessità di legittimità.

Così, studiando le poche carte già a disposizione, l’avvocato Arrigo Allegri di Monumenta ha scoperto perché questo ponte non si può fare. Assieme a lui, i presidenti delle citate Italia Nostra sezione di Parma, Insieme per Parma e Parma Nostra hanno deciso “ nel caso di adozione della delibera ( di approvazione del ponte, ndr) un contenzioso, che le Associazioni proporranno”. Per ora, hanno inviato un esposto di ammonimento a ministero delle Infrastrutture, Regione, Provincia, Comune, Aipo ed altri con elencati i limiti giuridici di tutto il piano, che vi riportiamo qui di seguito.

“ Si esprime un deciso dissenso contro tale previsione progettuale per le seguenti ragioni giuridiche, architettoniche, paesistiche, ambientali – dice l’esposto – La definizione di “ ponte polifunzionale” è in parte pretestuosa e fuorviante: in realtà la connotazione di ponte si attaglia soltanto alla struttura di scorrimento veicolare e pedonale. Il resto della struttura ha la funzione di basamento, a palafitte, ed area di sedime di numerosi e massivi edifici. L’ambito edificato sbarrerà ed interromperà, con effetto ‘ diga’, il nostro torrente Parma che, come ogni corso d’acqua, va ammirato nella sua defluenza”.

Le associazioni culturali si appellano alla tradizione di Parma: “ La struttura non ha dignità per essere considerato un “ ponte di Parma”. Attilio Bertolucci , nella prefazione al testo di “ dai Ponti di Parma”, scriveva:

“ Dai ponti e soltanto dalla loro apertura e altezze moderate e neutrali è possibile vedere Parma nelle Sue metà urbane e, in un certo senso, anche nelle Sue metà rustiche o foresi”.

Il ponte sfregia l’aspetto paesistico ed ambientale della zona ed impedisce la vista delle Prealpi, ora possibile, e altera i flussi d’aria, le temperature ed il regime delle correnti d’aria connessi con il torrente. Urbanisticamente e paesisticamente è in contrasto con le previsioni dei piani e con la normativa vigente: ed è irreversibilmente illegittimo”.
L’esposto cita poi le leggi di tutela dei corsi d’acqua ( ex legge Galasso, Dpr 616/ 1977, ex legge 1497/ 1939, art. 142 del codice Urbani) e la piani fi cazione urbanistica cui il progetto non sarebbe conforme ( Ptpr e Ptcp), testi che “ vietano la realizzazione di edi fi ci quali quelli previsti e permettendo soltanto la realizzazione di speci fi ci esigui manufatti, funzionali al torrente”.

Anche “ la legge regionale 20/ 2000 prevede che i Psc individuino le infrastrutture ( quale è un ponte) stabilendo le caratteristiche ambientali e morfologiche e prevede che dettino la disciplina di tutela e valorizzazione delle aree di valore naturale e ambientale e delle eventuali fasce di tutela. Ed elenca tra questi, i corsi d’acqua”. Ma “ anche la relazione al Psc di Parma dichiara strategica la riqualificazione paesaggistica ed ambientale dei corsi d’acqua dei sistemi ? uviali, citando tra i quattro corridoi ? uviali principali anche il torrente Parma. Questo in evidente contrasto con possibilità edificatorie in alveo, che con il nostro c. d. Ponte si vogliono realizzare”.

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Contributors : Da Polis Quotidiano
Last modified 2006-02-04 17:02

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